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Arancia candita bio 100gr MARCHIO BLIFE

40010

Nuovo prodotto

INGREDIENTI: scorza d’arancia*, sciroppo di glucosio/fruttosio di mais*, zucchero di canna*, succo di limone* (*da agricoltura biologica).

 

VALORI NUTRIZIONALI (per 100 gr.): 

kcal: 313

Grassi: 0,2  gr

Carboidrati:  82,7 gr

Proteine: 0,2 gr

Fibre: 1,1 gr

Acqua: 16 gr

Maggiori dettagli

Scheda tecnica

Peso100 g
OrigineUE/NON UE
Ente CertificatoreBioagricert S.r.l.

Dettagli

PROPRIETA’

 Le scorze d’arancia, parte del frutto utilizzata per la canditura, hanno diverse proprietà:

 Digestive: utili in caso di aerofagia, per diminuire il gonfiore e combattere la stitichezza grazie alla presenza di pectina, una fibra naturale che protegge da possibili problemi allo stomaco.

 Anticolesterolo: contengono esperidina, un tipo di flavonoide utile a metabolizzare i lipidi nel sangue e a ridurre il grasso. Nella scorza è contenuto il 20% in più di questa sostanza rispetto alla polpa.

 Rilassanti: gli oli essenziali contenuti nella buccia d’arancia sono in grado di esercitare un effetto tranquillizzante.

 

USI IN CUCINA

 Le scorze di arance candite biologiche sono ottenute da frutti maturi di stagione accuratamente selezionati. Dopo essere state separate dalla polpa, le scorze vengono ridotte a pezzetti e poi messe in salamoia, lavate e sottoposte a bollitura. La canditura avviene con zucchero di canna biologico.

Le arance candite sono particolarmente adatte alla creazione di torte, biscotti e dessert. Si prestano in special modo alla preparazione di dolci tipici del Sud Italia, come la pastiera napoletana e la cassata siciliana. Ideali come fine pasto, sono ottime anche per insaporire lo yogurtoppure per creare personali ricette di mueslie cereali.

 

CURIOSITA’ 

Coltivato fin dall’antichità in Cina e in Giappone, l’arancio si è diffuso nel Mediterraneo soltanto nel XII secolo.

 Le zagare, i delicati fiori d’arancio, sono notoriamente legati al matrimonioe simboleggiano la verginità della sposa. La leggenda narra di una giovane sposa che, non possedendo alcun gioiello per adornare il suo vestito, decise di cogliere i delicati fiori bianchi di una pianta nata spontaneamente nel suo giardino. Le piccole zagare la aiutarono a impreziosire l’abito e i capelli.

 Nel convento di Santa Sabina aRoma si conserva ancora un arancio trapiantato nel 1220 da San Domenico. La pianta è considerata miracolosa perché da quando è stata piantata continua a produrre frutti spontaneamente. Pare che, nel 1379, proprio da quell’albero Santa Caterina raccolse cinque arance per regalarle a Papa Urbano VI. Le bucce candite di questi frutti sarebbero state monito per il Papa affinché fosse meno “aspro” nell’esercizio del suo potere.