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Grano saraceno sfuso proveniente da agricoltura biologica certificata
Dal sapore pieno e corposo, il grano saraceno decorticato biologico sfuso, viene utilizzato in cucina per realizzare gustosi primi piatti, spesso accompagnato da verdure e legumi. Viene usato anche per cucinare saporite minestre e zuppe nei periodi invernali, e insalate fredde o polpette vegetali nei periodi estivi.
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INGREDIENTI: grano saraceno proveniente da agricoltura biologica certificata
VALORI NUTRIZIONALI (per 100 g):
| Energia | 1462 Kj / 345 Kcal |
|
Grassi di cui acidi grassi saturi |
1,7 g 0,62 g |
|
Carboidrati di cui zuccheri |
74,80 g 0,52 g |
| Fibre | 3,7 g |
| Proteine | 6,4 g |
| Sale | 0,004 g |
PROPRIETA’
Il grano saraceno biologico è un alimento a basso indice glicemico.
E' inoltre una ricca fonte di fibre e di amminoacidi essenziali.
Fornisce al nostro organismo molti sali minerali come ferro, fosforo, rame, zinco, selenio e potassio.
Poco calorico e dalle proprietà antiossidanti, il grano saraceno bio sfuso è naturalmente privo di glutine e quindi adatto per la dieta dei celiachi.
USI IN CUCINA
Il grano saraceno biologico sfuso in Italia è coltivato ed usato prevalentemente nelle zone del Trentino e della Valtellina per la preparazione di piatti tipici tra cui la polenta taragna, i pizzoccheri e la torta con farina di grano saraceno con marmellata di mirtilli.
In cucina è molto amato anche per la realizzazione di gustosi minestroni di verdure e zuppe.
Può essere utilizzato anche per realizzare polpette vegetali o insalate fredde molto amate nei periodi estivi.
Il grano saraceno decorticato bio prima di essere cotto va sciacquato sotto l'acqua corrente e poi lessato, in abbondante acqua salata per circa 30 minuti impiegando per ogni parte di grano il doppio di acqua.
CURIOSITA’
Il grano saraceno è detto anche grano nero, ed è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Poligonacee.
In natura si presenta sotto forma di chicchi dalla forma triangolare e dal colore nero, ma dopo essere stato decorticato il loro colore risulterà simile al nocciola.
Ha origini antichissime, infatti la sua coltura era presente in Cina già nel X secolo e in Occidente durante il Medioevo.
In Italia è arrivato nel XVI secolo con il nome di “formentone” , termine che deriva dalla parola frumento, nonostante non appartenga alla famiglia delle graminacee.